| Esperienze tra Oriente e Occidente |
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La storia personale
Si può dire che tutti noi generalmente
identifichiamo la nostra esistenza nella nostra storia personale, quella cioè
che ci ha visto nascere, crescere, entrare nella giovinezza, studiare,
diventare adulti, impegnarci...
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La via senza dogmi
La nostra vita si è sviluppata in un ambiente
altamente dogmatico. Siamo stati abituati e convivere con chi ci ha sempre
imposto, fin dalla nostra infanzia, una serie di dogmi...
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Corrente e controcorrente
Credo che nessuno possa dubitare che stiamo assistendo ad un progressivo mutamento dei valori etici su cui si fondava la nostra società. Il fenomeno non riguarda solo la nostra cultura,...
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Lo schiavismo contemporaneo
“Sarà sempre straniero
colui che parte da lontano.
Io so quello che ero,
quello che cerco è invano”
Sono versi di un anonimo migrante che cerca di...
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Estirpare la radice
Sarà perché i capelli sono bianchi da un pezzo, sarà perché le energie non sono più quelle di trent'anni fa, fatto sta che a questo punto della mia vita mi...
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Umiltà: chi era costei?
Al giorno d'oggi, quando mentalmente capita di accostarsi al concetto di umiltà si avverte, nostro malgrado, di entrare in un campo ormai da tempo privato di ogni cura, considerato inesistente, ,...
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Il sonno di Yakki
Yakki aveva perso tutto. Per prima cosa smarrì la strada che lo portava al lavoro e poco dopo smarrì Mitti, la donna con cui viveva: un compagno di scuola ai...
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Trovare il maestro
“Sui pendii dei monti Malaya, nell’altopiano del Deccan, si trovano vaste foreste di sandalo. Se in una di queste cadesse un ceppo di legno comune, dopo un po’ di tempo...
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XXXVIII - Vocazione universale
Fra Gervaso è un vecchio monaco sulla soglia dei novant'anni, dei quali quasi settanta vissuti in monastero. È francese di nascita, ma parla bene l'italiano, perché quando aveva quarant'anni, o...
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XXXVII - L'essere adamantino
(Un insegnamento essenziale di Padmasambhava)
È reperibile nelle librerie, ma probabilmente soltanto su ordinazione, un libriccino il cui valore è inversamente proporzionale alle sue dimensioni: Padmasambhava, Consapevolezza, [in tibetano] Rigpa,...
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XXXVI - Il momento dell'apparire
Nella lista dei collaboratori pubblicata sul sito ho visto il mio nome, non so quanto meritatamente dal momento che da tempo collaboro un po’ poco e saltuariamente. Ne sono...
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XXXVI - Pomaia e il fuoco che tutto divora
Quando ho letto dell'incendio accaduto nel monastero buddhista di Pomaia non ho sentito la spinta a commentare questo doloroso fatto, ma il nostro Presidente, Franco Livorsi, con delicatissimo tatto mi...
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XXXV - Sprecare il tempo
Mircea Eliade, soprattutto nella sua opera “Lo yoga. Immortalità e libertà”[1], riferendosi alla ricerca della dimensione spirituale, afferma che questa è attingibile solo e in quanto si riesca a trascendere...
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XXXIV - L'essenza dello stato meditativo
Franco Livorsi mi parlava qualche mese fa di alcune sue esperienze meditative che riguardavano il non-pensiero, lo stato cioè della mente in cui non sorgono pensieri e sembra che la...
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XXXIII - Cachoeira (Torrente, cascata)
Succede che non mi va più di parlare dello “Spirito “in generale, delle Quattro Nobili Verità, della Via di Mezzo, di Sutra, di Tantra e di Dzogchen,
Mi trovo...
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XXXII - Giuseppe da Copertino
L’impressione che si fa sempre più viva dentro di me parlando con la gente, sbirciando qua e là nei blog di internet, avendo infine l’orecchio aperto e sintonizzato sui...
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XXXI - Meditazione: cos’è?
Ma allora, cosa significa “meditare”? Cosa intendiamo per “meditazione”? Cos’è, nella realtà di chi la pratica, la meditazione?
Qualcuno, leggendo le due ultime riflessioni sulla ricerca dello stato...
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XXX - Calma e movimento
Nella via buddhista della rinuncia, nel Grande Veicolo - detto anche Mahayana - a cui appartiene anche lo zen, e che si fonda sugli insegnamenti orali del Buddha Sakyamuni chiamati...
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XXIX - La rabbia e la calma
“Ma rilassati …” è un invito che si ode molto spesso, in giro, in questi tempi tempestosi. E allora, riflettendo sulle parole dei grandi Maestri, vorrei cercare...
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XXVIII - L’arte dello studiare
Il “Santi Maha Sangha” è un poema scritto nel 1985 dal Maestro Namkhai Norbu e contiene gli insegnamenti fondamentali, articolati su nove livelli, dello Dzogchen che, come più volte ho...
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XXVII - Considerazioni sul concetto di famiglia
Da qualche tempo si parla molto della “famiglia”, in tutte le sedi. Cattolici e laici, credenti e agnostici, politici, psicologi, sociologi, tribuni, alti prelati, omosessuali, divorziati e uniti di fatto,...
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XXVI - “Politica nell’anima”, l’ultimo libro di Franco Livorsi
Presso gli editori Moretti&Vitali di Bergamo è uscito da poco l’ultimo libro di Franco Livorsi. Si intitola “Politica nell’anima”. Il sottotitolo, “Etica, politica, psicoanalisi”, introduce direttamente il lettore nei temi...
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XXV - Il senso della vita
Esiste nella “scuola” Dzogchen una vasta serie di testi detti dell’”essenza del cuore” (credo per sottolinearne il carattere decisivo per la nostra vita). In questa serie si parla dei “sette...
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XXIV- L’Uomo Areligioso (Agnostico)
Occupandoci dell’homo religiosus abbiamo visto come fin dal tempo primordiale delle società arcaiche egli identificasse il Sacro con il mondo e di conseguenza come ogni aspetto della vita umana, e...
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XXIII - Chi è l’”Homo Religiosus”?
Oggi è molto di moda parlare dello “spirito”. Nei salotti à la page è considerato elegante definire “zen” un certo atteggiamento di indifferenza verso le “banali” vicissitudini della vita....
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XXII - Ahi iu (il canto dello spazio)
Non sono luce non sono tenebra non sono pietra Ecco, io non sono. Non sono l’alba che avvolge i limoni non sono sabbia non sono mare
Ahi iu ahi iu più giù più giù nello spazio cerco...
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XXI - L’esperienza della morte
I modelli della nostra civiltà, al di là di ogni presunta suddivisione tra Occidente, Oriente e mondo Islamico, sono generalmente di tipo edonistico. Credo che nessuno possa metterlo in dubbio....
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XX - Oriente e Occidente
In un mondo sempre più avviato verso la globalizzazione totale il confronto tra Oriente e Occidente, basato sulla ricerca delle differenze e delle affinità tra i due poli, diventa sempre...
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XIX - La Notte oscura di Giovanni della Croce
Come si sa lo spagnolo Giovanni della Croce (1542 – 1591) fu innanzitutto poeta, un grande poeta mistico. Non scrisse molto, ma le sue poesie, che naturalmente andrebbero lette nella...
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XVIII - L’insegnamento della regina Nangsa : il cammino spirituale della discesa e dell’emersione
La toccante storia della regina Nangsa Obum appartiene alla cultura tibetana del secolo XI e ci viene raccontata da Tsultrim Allione nel suo libro Donne di Saggezza pubblicato nel 1985...
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XVII - La storia di Nangsa Obum
Epilogo
Nangsa era stata letteralmente buttata fuori di casa dalla madre e diceva a sé stessa: “Ho provato ad aiutare mia madre, ma lei non mi ha voluto ascoltare e...
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XVI - La Storia di Nangsa Obum
Terza parte
La regina di Rinang, la bella Nangsa, era morta, ma nessuno riusciva a crederci. Il re Dragchen, suo suocero e Dragpa Samdrub, suo marito, accorsero alle grida della...
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XV - La storia di Nangsa Obum
Seconda parte
Nel regno di Rinang tutti, sia i potenti che gli umili, rispettavano la regina Nangsa, non solo perché aveva un bel figlio, ma anche perché apprezzavano profondamente ciò...
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XIV - Discesa ed emersione: la storia di Nangsa Obum
Prima parte
In molte differenti culture si trova il potente mito evocativo della “discesa”. Lo schema fondamentale è quello di una situazione oppressiva, che può anche essere subconscia o...
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XIII - I pacs e l’eclissi di Dio
Il Pontificio consiglio per la famiglia diretto dal cardinale Lopez Truillo ha recentemente divulgato un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana" in cui si afferma che: “"E' l'eclissi di Dio"...
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XII - Cristianesimo e Dzogchen
Ludovico N. mi scrive una lettera molto gentile e sottile in cui, dopo avermi raccontato il momento particolare che sta vivendo, mi chiede qual è stato nella mia vita il...
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XI - Educare i bambini secondo un maestro di Dzogchen
Alcuni anni fa, alla domanda che molti gli rivolgevano su come si devono educare i bambini, un grande maestro tibetano di Dozgchen rispose più o meno così:
“Al mondo esistono...
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X - Namkha Arted
C’è una pratica nello Dzogchen che vorrei definire “indicibile”, perché meravigliosi sono gli effetti che se ne ricevono. Si chiama Namkha arted. “Namkha” significa, in tibetano, “spazio”, mentre “arted” significa...
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IX - Nomadi
Poche settimane fa mi trovavo sull’aereo che mi portava in Italia. Stavo per lasciare il Brasile e ritornare in Europa. Il volo da Rio de Janeiro a Roma dura molte...
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VIII - Uomini di conoscenza
Ricordo che tanti anni fa andavo tutti i giovedì nel salotto di un mio amico professore di Fisica nucleare, dove un piccolo gruppetto di appassionati si riuniva per leggere e...
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VII - Semi di riflessione
“Conosci te stesso”
Probabilmente esistono vari punti d’incontro tra Occidente e Oriente, ma ve n’è uno che sembra assolutamente cruciale e in cui ogni differenza, per un istante, pare...
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VI - Le porte dello dzogchen
Come ho accennato in una precedente riflessione, lo Dzogchen non può essere considerato una religione, nel senso che non chiede al praticante di credere in dogmi, cioè in principi di...
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V - I punti deboli nella nostra vita
Il gioco degli scacchi non è molto diffuso in Italia, ma credo che tutti sappiano che in questo gioco esiste una mossa molto importante che si chiama “arrocco”. È una...
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IV - La via buddista
Nella nostra cultura lo studio delle religioni diverse dal Cristianesimo romano è privilegio di poche persone veramente interessate alle vie spirituali, perciò in generale poco o nulla si sa...
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III - La vita nella mente: “lettera a Giulia”
Tu mi scrivi: “In questo periodo mi sta succedendo qualcosa di forte dentro”.
È vero, succede che in alcuni momenti ci si senta particolarmente vivi, palpitanti, ricchi di sensazioni ed...
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II - Essere presenti
Nel 1993 e negli anni che seguirono mi trovavo a vivere in Brasile, in una sperduta valle dello stato di Minas Gerais, in montagna, a 1600 metri di altezza. Abitavo...
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I - La ricerca
Dove cercare?
Tutti cerchiamo qualcosa. Ci diamo da fare, ci sforziamo con impegno spesso totale, con ogni nostra energia, gettando nella lotta ogni nostra più recondita attitudine, con forze ogni...
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| Corrente e controcorrente |
di Fabrizio Uderzo Credo che nessuno possa dubitare che stiamo assistendo ad un progressivo mutamento dei valori etici su cui si fondava la nostra società. Il fenomeno non riguarda solo la nostra cultura, ma tutta l’umanità da Oriente a Occidente, seppure con tempi, aspetti e valenze resi differenti dalle caratteristiche proprie di ciascuna civiltà. Questa opinione è molto diffusa e non sono certo io il primo ad esternarla e quindi ritengo superfluo fare degli esempi: basta aprire un qualsiasi quotidiano di qualunque parte del mondo per rendersene conto (il che, navigando su internet, non presenta difficoltà). Ma di ciò il vero “uomo di conoscenza” non si lamenta. Egli si limita a osservare come il mondo si evolve e in quale direzione. Non ha in sé il concetto di contrapposizione, di conflitto, di lotta tra fazioni, di guerra di religione, di crociata più o meno santa, di lotta per veder trionfare le proprie idee e opinioni. Va semplicemente avanti per la sua strada. Non esiste alcun contrasto tra il suo e l’”altro”mondo (quello degli altri che la pensano e vivono in maniera spesso molto diversa dalla sua). Il pensiero e le ideologie ci distinguono a livello di “ego”, ma superati i confini di questo non vi è essenzialmente alcuna differenza fra tutti i fenomeni che appaiono (pur nelle molteplici forme in cui si manifestano), ivi incluse tutte le forme di vita conosciute. I fenomeni sorgono interconnessi, creano la loro esperienza spazio-temporale e poi si estinguono. Ciò che non si estingue è la manifestazione dell’energia, che c’è da sempre e sempre ci sarà. Questo sia detto per inciso, tra parentesi, perché scoprire cosa sta dietro a questa energia è cosa che esula da questa riflessione.
Dunque, tutto è provvisorio, caduco, passeggero: ideologie, movimenti culturali, valori morali, mode e abitudini. La stessa storia dell’umanità, pur dando ad essa tutto il rispetto e l’importanza dovuti, rimane un continuum nell’universo dell’effimero. L’”uomo di conoscenza” che cerca il Principio ultimo (e primo) si adopera per scoprire e vedere l’”oltre” e quindi deve mantenersi ben saldo di fronte a ciò che scorre davanti ai suoi occhi. Pur osservandoli, non può farsi coinvolgere dai fenomeni fino al punto di rimanervi pesantemente invischiato e perdere così il lume della via maestra.
In questo senso per lui non v’è alcuna corrente, e quindi non va “controcorrente”. E ciò perché non v’è posto in lui per alcun conflitto o contrasto. Porre in contrapposizione i fenomeni, anche se in apparenza opposti fra loro, vorrebbe dire cadere nel dualismo, che nasce e si fonda sull’erronea convinzione dell’esistenza di un io permanente, nella cui realtà assoluta l’uomo che definiamo comune crede al pari di tutti gli altri fenomeni. L’”uomo di conoscenza” è uno che cammina verso l’ignoto senza farsi disturbare da alcunché e tanto meno dalle apparenze. Per questo non si lamenta della progressiva decadenza dei costumi cui gli è dato di assistere.
Ma, ed è qui che volevo arrivare, non tutto sta degenerando.
Ad esempio a Calci, una cittadina toscana che si adagia sulle pendici del lungomonte che si estende a sud-est di Pisa, un gruppo di persone si dà da fare affinché la cultura in tutte le sue espressioni scenda dal piedistallo su cui troppo spesso si isola accademicamente e diventi un nettare di cui tutti possano cibarsi. Da qualche tempo il gruppo si è costituito legalmente in un’associazione che ha scelto di chiamarsi emblematicamente “Biblioteca popolare” e con l’aiuto dell’Assessorato alla cultura ha già promosso con successo varie serate in cui chiunque può leggere agli altri un brano, scritto da lui stesso o tratto da un libro, che riguardi un tema prefissato di largo interesse sia generale che individuale. A parer mio è un buon esempio di come possa essere espressa e vissuta la partecipazione sociale, discreta e nello stesso tempo potenzialmente molto efficace, perché i libri e le opere delle grandi menti hanno in sé la capacità di aprirci labirinti che possono portarci molto lontano, in luoghi di cui prima nemmeno potevamo immaginare l‘esistenza.
Lavorare insieme è importante perché ci si dà forza l’un l’altro, ci si sostiene reciprocamente e permette di fare programmi comuni, allargando i propri orizzonti e progressivamente propagandosi sul territorio, nella regione, senza porsi alcun limite. In questo momento storico non è più possibile limitarsi al proprio orticello credendo che il mondo finisca là dove comincia il campo del vicino. Ora come mai ci sentiamo e siamo di fatto interconnessi con tutti gli altri esseri, in modo globale e coinvolgente, qualunque sia la distanza che separa gli uni dagli altri, allo steso modo in cui il nostro sistema solare fa parte di una galassia che a sua volta è in relazione con tutto l’universo. (E non sappiamo quanti universi ci siano).
Occorre prendere atto della complessità delle relazioni umane e come esse mutino in continuazione. Basta osservare, ad esempio, quanto sia mutata la relazione spazio-tempo nella comunicazione, ora che è possibile spostarsi a velocità un tempo impensabili e mentre le informazioni viaggiano alla velocità della luce attraverso la rete mondiale dei computer.
Anche la “logica” comunemente usata muta e si evolve perché altri parametri si aggiungono. Fin dai tempi dei grandi matematici antichi sappiamo che la “logica” non è qualcosa di assoluto e immutabile, ma anch’essa relativa e soggetta a mutamenti di variabili che si evolvono e ci invitano ad immaginare “altre logiche”, a volte molto diverse, che sappiano far proprie le esigenze di ciascuna epoca storica e di ciascun aspetto della realtà. E così esiste una logica atta a coordinare i calcoli di costruzione del ponte di Brooklin e un’altra che ci guida nel rapporto psico-affettivo con un bimbo autistico. Anche se lo possono sembrare queste logiche non sono in contrasto fra loro, ma è evidente che non posso avvalermi di una in luogo dell’altra. Anche se qualcuno ha cercato di dimostrare che la musica si basa, seppure astrattamente, sulla logica dei numeri, sta di fatto che il momento creativo, l’intuizione artistica della bellezza e dell’armonia, si sottraggono a qualunque norma, anche se superiore o divina, perché ogni creazione si genera sul terreno fecondo della libertà ed è essa stessa ad originare la norma che la regola, nel momento stesso della creazione.
(11/3/2010)
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